Come funzionano le cure domiciliari

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Dopo aver esaminato l’efficacia delle cure domiciliari in questo post, ci occuperemo della teoria che ne spiega l’efficacia, con questa review

1) ANTINFIAMMATORI NON STEROIDEI (FANS)

a) Indometacina

Il processo infiammatorio naturale del corpo nel caso del Sars-cov-2 può favorire la replicazione virale e portare così ad un aggravamento della patologia.
L’indometacina è un antinfiammatorio che agisce anche sulla disregolazione del sistema della renina-angiotensina (che serve per regolare la pressione) con un effetto inattivante.

L’indometacina possiede delle proprietà antivirali perché inibisce la replicazione dell’RNA virale agendo indirettamente sulle proteine strutturali che servono per la sua replicazione inibendo la sintesi di prostaglandine.

b) aspirina

L’aspirina a basse dosi ha un effetto anticoagulante che può ridurre l’iperaggregazione di piastrine causata dal legame tra la proteina spike del virus e il recettore ACE2 del trombocita, potendo prevenire così le trombosi nelle prime fasi del covid.

2) GASTROPROTETTORE: OMEPRAZOLO

Oltre a prevenire il danno gastrointenstinale prodotto dai FANS questo farmaco può inibire la proteasi del coronavirus (mPro) e così interferire con la replicazione del virus.

3) FLAVONOIDI E VITAMINA C

La vitamina C e i flavonoidi servono per prevenire lo stress ossidativo e regolare i meccanismi trombotici.

a) Esperidina

Aumenta le difese antiossidanti delle cellule e ha un debole effetto antinfiammatorio perché inibisce la produzione di citochine e così impedisce la “tempesta di citochine” tipica del covid che può portare alla sindrome da distress respiratorio. Inoltre anche questo flavonoide è in grado di inibire l’ingresso del virus nelle cellule bloccando il legame tra la proteina spike e il recettore ACE2.

b) Quercetina

La quercitina inibisce anch’essa la proteasi del coronavirus e gli inflammasomi inibendo così la risposta infiammatoria. Essa ha inoltre anche un’azione antiossidante sui radicali liberi, perché riduce il numero di ossidazione donando elettroni alle specie chimiche ossidate.

Quercetina ed Esperidina si possono utilizzare insieme perché hanno un’azione sinergica in quanto i siti che vanno a bloccare dell’enzima proteasi del Sars-cov-2 sono diversi. Ci sono studi che mostrano che l’impiego di questi flavonoidi può ridurre le ospedalizzazioni e velocizzare la guarigione.
Infine, può aiutare l’omoprazolo nel suo effetto protettivo.

4) LO SCOPO DELLA TERAPIA

Bloccare la replicazione virale il più possibile in modo da consentire al sistema immunitario di sconfiggere il virus formando delle IgA neutralizzanti e in modo da evitare la tempesta di citochine che si presenta nei casi gravi. Le cure sono “precoci” proprio perché il loro scopo è quello di agire subito, con farmaci da banco e integratori, e in modo sinergico. Soprattutto l’effetto antiossidativo è fondamentale, perché il virus infetta le cellule per replicarsi in esse, ucciderle, e poi uscire per infettare altre cellule e la morte cellulare è portata proprio dallo stress ossidativo.

L’approccio multifarmaco è preferibile rispetto alla terapia monofarmaco l’uso di un solo farmaco può portare a selezione di varianti resistenti ad esso.

CONCLUSIONE

Gli autori della review spiegano che con queste premesse scientifiche è importante iniziare trial clinici per controllare il dosaggio e le interazioni tra diversi farmaci e integratori, e per vedere se in alcuni casi alcuni farmaci possono essere sostituiti da altri. Questa review è stata pubblicata l’8 marzo 2022, dopo più di due anni di covid. Invece di perder tempo appresso a inutili vaccini, non si poteva già da subito scegliere la strada preferenziale della terapia? I farmaci di cui si parla nello studio non sono stati inventati ieri, e le cure domiciliari hanno delle forti basi teoriche e scientifiche basate su un’accurata conoscenza di ogni farmaco.

tratto da IL FRONTE INTELLETTUALE

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