Abbiamo ragione noi!

di PIERGIORGIO MOLINARI

Qualcuno osserva che gli italiani hanno deciso di ribellarsi dopo due anni di assurdità criminali, e finalmente disobbediscono: infatti, ora che non c’è più l’obbligo, continuano a portare la mascretine. La battuta fa sorridere. Tuttavia, vi è un gelido nucleo di verità.

In primo luogo, dimostra che la propaganda ha ormai modificato in maniera forse irreversibile (e di certo perdurante) le povere menti della massa. Secondariamente, prova che il funzionamento di certi meccanismi di condizionamento perdura anche quando chi li ha consapevolmente attivati ritiene di non averne più bisogno.

La riflessione su cui tuttavia credo di dovermi soffermare è l’inutilità del concetto di “vero”.

Alcuni di noi sono stati educati a immaginare il reale come un contesto nel quale operano forze banalmente chiamate “bene” e ”male”, e nel quale non è lecito prescindere dall’attributo della verità: non si può esprimere un giudizio se prima non si attesta la veridicità di un fatto, di un’informazione o di un’affermazione, né si può moralmente e intellettualmente equiparare ciò che è vero con ciò che è falso. Purtroppo, questi principi sono suggestioni romantiche.

Perché una volta ammaestrata e condizionata, la gran massa degli uomini vuole solo continuare a credere. O almeno preferisce attendere nuove istruzioni piuttosto che dover affrontare l’orrenda eventualità di scegliere e decidere autonomamente – ciò che si chiama libertà. Gli schiavi sono atterriti dall’idea di non avere più un padrone che dia un senso alle loro esistenze e alle loro morti.

Così, nonostante su sieri, mascretine e chiusure il buon senso prima, e poi i dati empirici, le evidenze scientifiche, e spesso perfino gli stessi artefici della propaganda proclamino sempre più la delirante falsità criminale di tutto quanto, per gli indottrinati ormai è troppo tardi. Se domattina scendesse Dio in terra ad affermare, con voce tonante e proveniente da ogni luogo, che sono stati traditi, presi in giro, e usati come carne da cannone per lotte di potere di cui sanno poco e capiscono ancora meno, dopo essersi guardati tra loro continuerebbero a indossare le mascretine e a sfregarsi le mani con il gel, simili a tante mosche che si sfregano le zampette. E delle mosche d’altronde hanno la numerosità, l’autoconsapevolezza, e il destino di nascere nella merda, vivere nella merda, e di merda nutrirsi.

Per certi versi, forse ci illudiamo di essere diversi da loro. Anche noi, dopotutto, ci ostiniamo a credere in determinate idee: che esista un bene e un male, che vero e falso non siano intercambiabili, che la libertà non sia contrattabile, e che si debba fare di tutto affinché la giustizia prevalga. Ciò non toglie, però, che abbiamo ragione noi.

Rispondi