La bozza di decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri del 31 ottobre 2022 è estremamente deludente.
Cosa è stato previsto?
- Gli obblighi di vaccinazione già disposti per gli operatori sanitari e per i lavoratori delle strutture sanitarie scadranno il 1° novembre 2022, anziché il 31 dicembre 2022.
- Pertanto, tutti gli operatori sanitari e lavoratori delle strutture sanitarie, anche gli amministrativi, sono automaticamente reintegrati nei posti di lavoro e nell’iscrizione agli albi professionali a far data dal 2 novembre 2022.
Cosa occorre fare?
- Per tutti i lavoratori dipendenti: presentarsi nei luoghi di lavoro il 2 novembre 2022, indipendentemente da un provvedimento del datore di lavoro. Chi viene respinto all’accesso deve chiedere un provvedimento scritto.
- Per i lavoratori autonomi: è possibile riprendere la propria attività dal 2 novembre 2022 senza necessità di attendere una comunicazione da parte degli ordini professionali di appartenenza.
Cosa non è stato previsto?
- Non si dice nulla in merito al pagamento degli stipendi non corrisposti nel periodo di sospensione e al pagamento di un indennizzo o risarcimento del danno. Pertanto, le cause individuali e collettive vanno avanti.
- Non c’è alcuna disposizione in merito ad un risarcimento del danno per gli altri lavoratori (insegnanti, comparto difesa e sicurezza, ultracinquantenni) che sono stati sospesi perché non vaccinati.
- Nulla dice il decreto sui lavoratori che per accedere al posto di lavoro hanno dovuto pagare di tasca loro due-tre tamponi a settimana oppure accettare la sospensione e che hanno diritto ad essere risarciti.
- Non è stato adottato alcun provvedimento in merito alle multe per gli ultracinquantenni. I procedimenti sanzionatori continuano secondo le norme in vigore.
- Per fare visita a parenti e amici ricoverati in ospedali o strutture residenziali di lunga degenza (come le RSA e simili) resta obbligatorio il green pass.
La montagna ha partorito un topolino.
