L’economia è il primo strumento che tutti dovrebbero saper maneggiare.
Impari a camminare, a guidare e a usare l’economia.
Ma la “buona economia” , quella che fa capire cosa crea benessere e cosa consente di mantenere la libertà.
Si perché c’è un’altra economia, quella di Draghi, quella che serve a sfruttare gli altri, a rapinarli e a renderli schiavi. Questa cattiva economia è quella oggi dominante e si è sviluppata al servizio di un preciso padrone, lo stato. La cattiva economia è quella che ribalta il buon senso, perché è strumentale al suo obiettivo.
Ecco quindi che se sei un padre di famiglia e vivi oltre le tue possibilità e ti indebiti, fai del male a te stesso e alla tua famiglia, ma se lo fa lo stato (Draghi), favorisce lo sviluppo.
Se stampi moneta nel sottoscala e la spacci sei un criminale, ma se lo fa lo stato (Draghi), stimola l’economia.
Se chiedi la tangente per protezione sei un mafioso, ma se lo fa lo stato (Draghi), fornisce servizi di sicurezza.
Se presti soldi ad un amico che ha una impresa fallimentare sei un idiota, ma se lo fa lo stato (Draghi), protegge posti di lavoro e settori strategici.
Se crei uno schema ponzi sei un truffatore, ma se lo fa lo stato (Draghi), in grande, si chiama welfare.
E così via.
La cattiva economia ha dovuto sostenere l’apologia dello stato moderno e delle sue burocrazie, spendaccione, clientelari, avide, opportuniste e ipocrite. E per farlo ha dovuto abbandonare il buon senso e nascondere “quello che non si vede”, ovvero evidenziare in modo parziale solo gli effetti visibili e positivi di un intervento economico, nascondendo come polvere sotto il tappeto gli effetti nefasti.
Ha anche dovuto abbandonare la moralità, perché una siffatta economia non può che essere basata sulla rapina, ovvero sul trasferimento forzoso e arbitrario di ricchezza. Non solo ricchezza esistente, trasferita da certe categorie ad altre, ma anche ricchezza ancora da generare, trasferita dal futuro al presente.
Infine per riuscire in questa impresa, si è dovuta ammantare di un’aurea di scientificità in modo da essere incomprensibile alla gente comune. Roba da addetti ai lavori che non possono capirla se non conoscono la matematica avanzata, il linguaggio delle scienze naturali, usato artatamente e impropriamente per gettare fumo negli occhi.
