Traduzione by PIETRO AGRIESTI
La moneta è stata presente per gran parte della storia dell’umanità. Dalla Mesopotamia (o anche prima), tutte le civiltà hanno impiegato un qualche tipo di medium per i propri scambi per facilitare le transazioni a prescindere dalla locazione geografica, dall’assetto legale, dai sistemi economici, dalle convinzioni religiose o dalle strutture politiche. Vi siete mai domandati perché? In un breve saggio intitolato “Sull’orgine della moneta” l’economista austriaco del diciannovesimo secolo Carl Menger fornisce una risposta. Menger argomenta che la moneta è emersa spontaneamente in tempi e luoghi differenti per superare gli svantaggi comportati dal baratto e facilitare l’espansione del commercio. Quali svantaggi?
Immaginate Sandy, una contadina nel Midwest, che produce farina, e vorrebbe scambiarla con dell’orzo. Due problemi sorgono a questo punto. Innanzitutto, lei ha bisogno di trovare un produttore di orzo con cui scambiare i suoi prodotti. Questo problema può essere facilmente superato se Sandy si reca in un mercato dove un altro contadino (chiamiamolo Billy) vende orzo. Siccome entrambi questi prodotti vengono raccolti durante lo stesso periodo dell’anno, lo scambio può avere luogo facilmente.
Ma che succede se ci troviamo a che fare con prodotti dal differente ciclo di vita? In questo caso, Sandy e Billy possono trovare un accordo per scambiare i propri prodotti se Sandy accetta che il pagamento avvenga più avanti quando Billy avrà raccolto i propri prodotti. Questo è quello che gli economisti chiamano baratto differito. Anche se il baratto differito risolve alcuni problemi, ha un limite importante: può avere luogo solo in piccole comunità basate sulla fiducia reciproca a causa dei rischi che comporta per una delle due parti coinvolte. Che succede se Billy decide di non consegnare l’orzo promesso? Quindi, l’uso del baratto differito come sistema di scambio impedisce l’espansione del commercio oltre i limiti della comunità.
Ma il baratto ha un secondo problema. Billy potrebbe rifiutarsi di scambiare orzo con farina. Potrebbe preferire scambiare il suo orzo per un qualsiasi altro prodotto o materia prima che soddisfino maggiormente le sue necessità. Questo rappresenta un ulteriore ostacolo per l’espansione dei commerci. Come fa la società a superare questi problemi?
Ci riesce usando certe materie prime come mezzi di scambio generalmente accettati, e in particolare i metalli preziosi. Ma perché proprio i metalli preziosi e non altre materie prime? Secondo Menger, l’oro o l’argento possiedono una notevole “vendibilità”, che lui definì “la maggiore o minore facilità con cui questi possono essere scambiati a prezzi corrispondenti alla situazione economica generale”. Oggi chiamiamo questa proprietà “liquidità”.
L’alto grado relativo di vendibilità dei metalli preziosi in relazione ad altre materie prime è fondamentalmente collegato alla loro durevolezza, divisibilità, facilità di trasporto, e di stoccaggio così come alla tradizionale presenza di una domanda per questi beni in molti luoghi attraverso la storia. Il fatto che i metalli preziosi siano più vendibili di altre materie prime implica che sia più facile scambiarli con altri beni: anche se Sandy non ha bisogno di oro (vuole dell’orzo), lo accetterà in pagamento perché sa che le potrà scambiarlo senza problemi per dell’orzo.
Questo è il motivo per cui molte civiltà hanno adottato i metalli preziosi come moneta. Da allora, la moneta è cambiata in molti modi, alcuni di essi spontanei (ad es. l’emergere della carta moneta) ed altri introdotti dallo Stato (ad es. il rimpiazzo degli standard basati sulle materie prime con la moneta fiat delle banche centrali).
In ogni caso, la moneta è emersa come il risultato di quello che un altro economista austriaco, F. A. Hayek, ha chiamato l’ordine spontaneo, vale a dire, come una istituzione generata non dal deliberato disegno umano ma dalle forze impersonali del mercato. Non è stato necessario un pianificatore centrale per superare i limiti del baratto. Gli agenti economici attraverso il processo di mercato hanno scoperto che i metalli preziosi potevano fungere da mezzi universali di scambio, facilitare l’espansione dei commerci e, quindi, lo stabilirsi di relazioni commerciali fra le comunità.
In quanto istituzione umana emersa spontaneamente dall’interazione volontaria di milioni di individui, la moneta dovrebbe insegnarci il potere dei mercati quando si tratta di scoprire soluzioni ai problemi economici; specialmente oggi, quando la maggior parte delle persone guarda allo Stato per risolvere i propri problemi.

