di Pietro Agriesti.
Io capisco benissimo che ci siano generi musicali che fanno cagare molti, ma che piacciono ad altri.
A me piacciono generi come il doom, il viking, il black e il death metal che capisco bene per molti sono un orrore inascoltabile.
Perciò accetto anche serenamente che valga il contrario: un genere come la trap mi fa schifo, ma ci sta che ad altri piaccia.
Posso non capire i gusti e le scelte altrui, ma me ne faccio una ragione: non devo capire tutto, non devo per forza capire le altre persone i loro gusti e le loro ragioni, per tollerarle.
Poi nella vita concreta dove con gli altri bisogna interagire i compromessi di volta in volta si trovano e si accettano.
Finché nessuno obbliga nessuno ad ascoltare niente, nessuno censura nessuno, e nessuno fa crociate contro nessuno, non c’è problema. E lo stesso vale in altri campi: è la pretesa di imporsi sugli altri che mi crea problemi.
Sono le decisioni imposte dall’alto che non vanno bene: se si lasciano le persone libere per lo più queste trovano soluzioni pratiche di volta in volta per le singole situazioni e occasioni, secondo le loro possibilità e necessità.
