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Dalla crisi europea non si esce stampando moneta

«L’esistenza stessa della regolamentazione finanziaria crea un enorme azzardo morale, poiché le normative danno l’impressione di sicurezza e di ordine, ed invogliano le persone ad investire in iniziative che sono molto più rischiose di quanto non appaiano in superficie. Questo distorce il processo decisionale degli investitori, fa sì che il denaro venga investito in iniziative improduttive, ed impoverisce i cittadini Americani. A coloro che dicono che il governo debba fare qualcosa per combattere la crisi finanziaria e che abbiamo bisogno di una maggiore regolamentazione, sono d’accordo con tutto il cuore, ma non nel modo in cui ci si aspetterebbe. Quello che il governo deve fare è smettere di mettere i bastoni tra le ruote del mercato, ridurre le restrizioni sulla concorrenza nel settore finanziario, e ridurre le restrizioni su quello che i singoli possono fare con i loro soldi. La regolamentazione di cui abbiamo bisogno è basata sul giudizio del mercato, le decisioni del mercato in cui i consumatori, non il governo, sono in grado di scegliere i vincitori ed i vinti. Le imprese redditizie sono autorizzate a prosperare e crescere libere dalle interferenze del governo, mentre le imprese non redditizie non vengono salvate e viene permesso loro di andare in bancarotta. Il sovvertimento del processo di mercato da parte del governo è quello che ci ha portato alla crisi finanziaria, è ciò che prolunga la crisi, e l’unico modo per uscire dalla crisi è che il governo si tolga di mezzo e legalizzi la libertà del mercato.» 

Ron Paul

Tratto da un articolo pubblicato il 17 Agosto 2012 su miglioverde.eu

Il messaggio principale dai vari esperti e dai vari editorialisti influenti è che per risolvere la crisi dell’euro la risposta è quella di stampare denaro. 

Accettando questo modo di pensare, Giovedi 26 Luglio 2012 il presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, ha detto che i responsabili politici della BCE faranno tutto ciò che è necessario per preservare l’euro. Alla Global Investment Conference di Londra ha detto, all’interno del nostro mandato, la BCE è pronta a fare tutto il necessario per preservare l’euro […] Credetemi, sarà sufficiente. 

In breve, quello che il presidente della BCE ci sta dicendo è che sta per allentare ulteriormente la politica monetaria della BCE. Ciò significa che la BCE potrebbe abbassare ulteriormente il tasso di riferimento – attualmente allo 0.75% – forse a zero.

Il presidente potrebbe prendere in considerazione l’aumento del ritmo di pompaggio del denaro incrementando il bilancio della BCE (acquistando titoli di stato di paesi come Italia e Spagna). Notate che il tasso annuo di crescita del bilancio della BCE è pari al 57.1% a Luglio rispetto al meno 2.1% del Luglio dello scorso anno.

Il pensiero sottostante è che con più soldi nelle mani degli individui, salirà la spesa per beni e servizi e questo, attraverso il famoso moltiplicatore Keynesiano, amplificherà la produzione complessiva di beni e servizi. 

Allo stesso modo, attraverso il deprezzamento dell’Euro, l’aumento della domanda di esportazioni metterà in moto un aumento globale della produzione di beni e servizi nell’Eurozona.

Quello che abbiamo visto qui è che la domanda genera l’offerta, vale a dire, la produzione di beni e servizi. Attualmente si ritiene che la domanda sia un po’ scarsa e questo è ciò che impedisce l’emergere della prosperità economica. 

Secondo questo modo di pensare se gli individui sono riluttanti ad aumentare la loro domanda per beni e servizi, allora il governo e la banca centrale devono intervenire per stimolare la domanda al fine di rilanciare l’economia – notate che secondo questo modo di pensare la spesa di un individuo diventa il reddito di un altro individuo. Perciò più si spende, maggiore diventa il reddito.

Perché questo modo di pensare è sbagliato? 

Perché qui viene trascurato che in assenza di finanziamenti non è possibile esercitare qualsiasi domanda.

Per esempio, ho un desiderio per un auto di lusso come una Mercedes 600 ma i miei mezzi sono sufficienti solo a garantirmi una bicicletta.

Ovviamente, sarà difficile assicurarmi la Mercedes 600 senza i mezzi necessari. Contrariamente a quanto si pensa comunemente, i mezzi non sono qualcosa che si può stampare, devono essere prodotti.

Ad esempio, se un panettiere vuole assicurarsi delle mele deve produrre e risparmiare abbastanza pane per questo scopo. Diciamo che per assicurarsi 1 kg di mele, il fornaio debba avere a sua disposizione 8 pagnotte di pane (Diciamo che ha prodotto 10 pani, ne ha consumati 2, e ne ha risparmiati 8). Se si volesse assicurare una vettura sarebbero necessarie 100 pagnotte di pane per questo scopo. Se, tuttavia, è in grado di produrne solo 10 allora avrebbe difficoltà ad acquistare l’auto. 

Per essere in grado di farlo dovrebbe investire il pane risparmiato per potenziare il proprio forno.

Dovrebbe pagare il costruttore del forno col pane risparmiato.

Con un forno migliore sarebbe ora in grado di aumentare la produzione di pane.

Ciò consentirebbe al panettiere di risparmiare di più ed assicurarsi beni che in precedenza non poteva permettersi. 

Notate che ciò che ha reso possibile tutto ciò è il risparmio reale, vale a dire, pane risparmiato che ha permesso al fornaio di aumentare la produzione di pane.

Notate inoltre che se il fornaio aumentasse solamente la sua domanda, mentre i suoi risparmi rimarrebbero ancora a 8 pagnotte di pane, ciò non si tradurrebbe in un aumento della produzione di pane. 

Analogamente, se la banca centrale dovesse stampare moneta non potrebbe aumentare la produzione di beni senza investimenti precedenti nelle infrastrutture. La stampa di denaro stimolerebbe solamente la domanda, che non è supportata da una produzione precedente di ricchezza reale, ossia, beni e servizi finali.

Allo stesso modo, un deprezzamento della valuta in risposta ad un pompaggio monetario porterà ad un aumento temporaneo delle esportazioni, deviando i finanziamenti veri da altre attività.

Tuttavia, nel corso del tempo ciò peggiorerà le cose (Per soddisfare l’aumento della domanda estera si deve avere l’infrastruttura). 

Si potrebbe naturalmente sostenere che attualmente nell’Eurozona ci sono molte risorse inutilizzate, che potrebbero essere impiegate. Ciò che viene trascurato è che l’impiego delle cosiddette risorse inutilizzate richiede finanziamenti reali.

Se l’infrastruttura attuale non è in grado di generare una quantità sufficiente di finanziamenti reali sarà impossibile far fronte all’aumento della domanda di beni e servizi (Notate che le risorse sono inutilizzate in primo luogo a causa di politiche che hanno portato alla cattiva allocazione delle risorse e all’esaurimento del bacino dei finanziamenti reali).

Contrariamente a quanto si pensa comunemente, la stampa di denaro non può sostituirsi a finanziamenti reali inesistenti.

Il denaro è solo un mezzo di scambio; non è il mezzo di pagamento reale.

Gli individui pagano le merci con altre merci; il ruolo del denaro è quello di facilitare il pagamento del bene per un altro bene. Di conseguenza, una maggiore stampa di denaro non genera maggiori finanziamenti reali ma conduce piuttosto ad uno scambio di niente per qualcosa, vale a dire, l’esaurimento del bacino dei finanziamenti reali.

Conduce ad una deviazione dei finanziamenti reali da quelle persone che contribuiscono al bacino della ricchezza reale verso coloro che non vi contribuiscono affatto.

Quindi, come può essere risolta la crisi dell’Eurozona? 

Suggeriamo che questo deve essere fatto attraverso un aumento, per quanto possibile, del bacino dei finanziamenti reali – l’aumento di questa bacino è la chiave per l’aumento della ricchezza complessiva e, quindi, l’aumento del benessere degli individui. 

Questo significa che c’è bisogno di chiudere tutti i canali che indeboliscono la formazione dei finanziamenti reali e quindi della ricchezza reale. 

Riteniamo che i canali principali che indeboliscono questa formazione sono le spese del governo e le politiche monetarie allentate della banca centrale. 

Questo significa che bisogna abbandonare tutte le politiche di pompaggio monetario e tagliare le spese del governo all’osso. Notate che tagliare le spese del governo permette di abbassare tutti i tipi di imposte sugli individui. 

Ciò aumenterà la quantità di risorse scarse nelle mani del settore privato (Notate che ci si dovrebbe concentrare sul taglio delle spese del governo e non sulla riduzione del deficit in quanto tale).

Di conseguenza, più finanziamenti reali si troveranno ora nelle mani dei generatori di ricchezza, che riporteranno la situazione in carreggiata in pochissimo tempo. 

Deve essere chiaro che nessuna banca centrale o manomissione dei mercati da parte del governo può far diventare la “torta” più grande – come di consueto, tutto ciò che queste politiche generano è una redistribuzione di una data “torta.” Notate che nel tempo queste politiche portano ad un indebolimento nella formazione dei finanziamenti reali ed all’impoverimento economico.

Sintesi e conclusioni – Quello che è necessario per risolvere la crisi dell’Eurozona è consentire al più presto ai generatori di ricchezza di andare avanti con il lavoro di creazione di ricchezza.

A questo scopo il governo e la banca centrale devono ridurre la loro interferenza con i mercati – prima questo accade, più velocemente emergerà una ripresa economica vera e sostenibile.

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