DISTOPIA? Idalia, 2032

Dopo la grande depressione, l’economia sta riprendendo vigore.

È molto diversa dalla precedente.

La moltitudine di piccole imprese ha lasciato spazio a enormi strutture produttive dove milioni di persone lavorano in catena di montaggio.

Idalici, pochi, moltissimi africani, diversi asiatici.

L’organizzazione è ferrea.

Tutti sono vaginati, tutti mascarati, tutti controllati dall’ingresso in fabbrica all’uscita.

Ognuno lavora affiancato ad un robot che lo supporta nei compiti più fisicamente gravosi.

Ad ogni lavoratore è assegnata una piccola abitazione nella quale passare la notte.

Non esistono bar e ristoranti, se non quelli che lo stato ha autorizzato e che controllano e registrano tramite QR code tutto ciò che il lavoratore consuma.

La grosse imprese americane e europee hanno spostato gli impianti dalla cina, qui, dove il lavoro a basso costo è garantito.

Alcuni oligarchi, con il favore dello stato, hanno in mano l’intero settore turistico.

Europei e americani frequentano spiagge e luoghi di cultura con grande soddisfazione.

Non entrano mai in contatto con i residenti.

Si limitano all’idalia da sogno.

Il residente non può uscire dai confini.

In media ha 25 anni, ha conosciuto solo la nuova idalia, sin da piccolo ha indossato la maschera e ha vissuto secondo le regole ora imposte a tutti:

  • no raggruppamenti
  • no contatti fisici
  • no movimenti in libertà

La libertà, che non ha conosciuto, non gli manca.

Qualcuno gli racconta che un tempo questo tipo di società era presente solo in estremo oriente mentre qui le persone potevano fare ciò che volevano della propria vita.

Ma devono essere palle: come si può star meglio di così?

Pasti garantiti
Alloggio garantito
Sicurezza
Pace

Mai sacrificherebbe la propria tranquillità per un desiderio di che? Libertà? Chi è più libero di lui?
(Cit.)

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